A proposito di questo modello
Il modello Galleria d'Arte si legge come un catalogo ragionato: display Cormorant in corsivo, grandi numerali romani, filetti sottili e margini generosi. Non è un CV ATS-safe — è un documento di candidatura portfolio-grade pensato per un lettore umano, il tipo che apre il PDF tra due vernissage. La tipografia stessa segnala fluidità con i codici della critica e dell'editoria d'arte; un parser generico lo lascerebbe passare, ed è precisamente il punto.
Per quale profilo?
Per curatori, conservatori, direttori di galleria, registrar d'opere, restauratori e storici dell'arte che si candidano alla Pinacoteca di Brera, alla Galleria degli Uffizi, alla Triennale di Milano, alla Fondazione Prada, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, alla Fondazione MAXXI, così come a gallerie Massimo De Carlo, Galleria Continua, Gió Marconi, Lia Rumma, Galleria Franco Noero e case d'asta Christie's Italia, Sotheby's Italia, Pandolfini, Il Ponte. Adatto a diplomati Brera Accademia di Belle Arti, NABA Milano, IUAV Venezia, ISIA Urbino, IED Milano/Roma, e a residenti di Villa Medici, American Academy in Rome, British School at Rome.
Come usarlo
Nell'header, una URL portfolio sobria — dominio personale, pagina Are.na curata o account Vimeo pro piuttosto che un Behance generico. Nella sezione Mostre, distingui « curatela » da « partecipazione » e cita l'istituzione, il titolo esatto della mostra, l'anno e il nome del curatore associato. Per opere o progetti sotto NDA (acquisizione da collezione privata, commissioni confidenziali), mantieni una formulazione generica (« curatela di una mostra personale per una fondazione privata europea ») — i comitati leggono questa discrezione come segno di metodo. Coerenza visiva CV–portfolio è attesa: non abbinare un portfolio sans-serif radicale con un CV in Cormorant. Long-tail: « CV curatore mostra Triennale Milano », « modello CV conservatore Galleria Uffizi », « CV direttore galleria Massimo De Carlo », « CV registrar opere casa d'aste », « CV residente Villa Medici ».
Domande frequenti
Si devono citare le collezioni private in cui le mie opere o progetti sono stati acquisiti?
Unicamente con il consenso esplicito del collezionista o se l'acquisizione è stata annunciata pubblicamente (stampa specializzata, database di collezioni pubbliche, archivi museali). Per acquisizioni confidenziali, mantieni la formulazione generica (« acquisizione da una collezione privata italiana », « opera entrata in una collezione istituzionale europea »). Curatori e galleristi riconoscono immediatamente un candidato che rispetta la discrezione d'uso del settore — è un segnale di seniority più forte di una lista esaustiva.
Il template passa l'ATS di una grande istituzione come la Triennale o il MAXXI?
No, non è l'obiettivo. La Triennale, il MAXXI e le grandi istituzioni pubbliche utilizzano spesso piattaforme amministrative di concorso pubblico dove il CV viene riscritto in un formulario strutturato — la grafica conta poco. Al contrario, per candidature spontanee a direzioni aggiunte, gallerie private e fondazioni (Fondazione Trussardi, Fondazione Furla, Fondazione ICA Milano, Fondazione Olivetti), questo template parla direttamente il codice visivo della professione e fa risalire il CV in cima alla pila.
Come integrare una pratica artistica personale accanto al percorso istituzionale?
Crea una sezione distinta « Pratica artistica » con 2-3 mostre personali o collettive significative, il nome del luogo e l'anno. Evita di mischiare curatela e pratica nella stessa sezione — sfuma il posizionamento. Per profili curatore-artista (figura assunta dai tempi di Harald Szeemann), la doppia postura è leggibile se è esplicitata nell'header. Per un curatore che pratica con discrezione, meglio omettere — la pratica privata diventa un segnale positivo solo a partire da una certa visibilità pubblica.